mi piace

Milano, 3 Febbraio 2016

Adoro il mare. Il rumore delle onde quando chiudi gli occhi mi commuove, come una carezza sui miei capelli nuovi. E l’acqua tiepida sulla pelle mi fa sentire felice.
Mi piacciono i tacchi alti, per guardare le cose da un’altra prospettiva, ma le infradito mi piacciono un po’ di più. I piedi nudi meglio ancora.

Mi piace provarci, sempre, anche quando sembra impossibile.
Credo sempre che l’ultima spiaggia sia la penultima, perché se poi superi quel dosso, laggiù c’è una baia bellissima, che al tramonto diventa tutta rosa.

Mi piacciono i fiori, quelli a forma di fiore soprattutto, come le margherite e le gerbere. Ma anche i tulipani bianchi, li trovo chic.
Li annuso e mi sento primavera.
Però non ho il pollice verde, quindi niente piante. I fiori recisi durano poco, come le cose della vita, mi sono più affini.

Non mi piacciono i narcisi, né come fiori né come uomini. Il mio Ego ci litiga sempre.

Detesto i monosillabi, i forse, e le cose fredde.
Ascolto le parole, mi piacciono tanto le parole. Quelle belle, però, col calore dentro.
Se c’è anche la musica di sottofondo, mi piacciono ancora di più. Se c’è anche un bicchiere pieno mi commuovo facile. Il mio bicchiere è sempre pieno.

Mi piace sentirmi unica. Non sostituibile.
Adoro gli abbracci la mattina appena mi sveglio, e mi serve il bacio della buonanotte, me lo sono sempre meritato.

Non mi arrabbio facilmente, sono morbida di pelle. Qualche volta succede, però poi mi passa subito, mi basta una parola, due occhi dolci e via, mi scoppia il sorriso.
Chi mi delude davvero, però, lo sa che le crepe non si aggiustano più.

Credo nelle albe e nei tramonti, ma soprattutto nei tramonti perché all’alba di solito sono in trance. Credo nei sogni che ti fanno svegliare col cuore leggero, e odio quelli dove si intrufolano ospiti che non avevi invitato.

So che le cose belle non si ottengono se non si combatte, ma credo anche un po’ alla fortuna, e mi piace sempre immaginare che un angelo custode guardi i miei passi.
Mi piace voltarmi indietro e dirmi che ce l’ho fatta e sono stata brava.

Adoro l’arte in tutte le sue forme, la pittura un po’ di più. Vorrei vivere al MoMA, dentro un igloo riscaldato, con le pareti azzurre come le finestre delle Cicladi.

Mi piacciono i jeans a zampa e le collanine hippie, il mohito cubano e le risate.

Adoro il mio cane, quando scodinzola rumorosamente perché è felice di vedermi. E mi piace anche il cane di quel tipo carino che passa mattina e sera sotto casa mia, devo sincronizzare meglio gli orari.

Preferisco le cose complesse, perché stimolano la mia fantasia, ma poi ho un’anima semplice. A colori, tutti quelli dell’arcobaleno più un milione di sfumature. Ma soprattutto blu.

Mi piacciono la pizza, i porcini, la tartare di tonno e le melanzane alla parmigiana. E il vino rosso che viene dal Piemonte. Se rinasco vorrei essere un tartufo di Alba, per fortuna che non rinasco.

Mi piacciono i like sui miei pensieri, ma è meglio se mi chiami e mi inviti a cena.

Sono pigra, preferisco le belle chiacchiere al running. Però ho comprato i pantaloncini nuovi per andare a fare kick boxing, quindi ci vado. Mi piace emanare energia, in fin dei conti.

Piango quando guardo un film commovente al cinema, in tivù meno perché mi distraggo. Divento triste quando giro l’ultima pagina di un romanzo che mi ha appassionata, perché i protagonisti erano miei amici ormai, e mi mancano già.

Piango anche quando le persone vanno via, per un’ora o per sempre, perché non mi hanno insegnato bene a gestire il distacco.
Un po’ di più quando è per sempre. Non sono capace di dimenticare, e non so dire addio. Ma sto imparando.

Mi piace partire, quando ci credo. E ripartire. Ho comprato la macchina nuova apposta.

E mi piace anche tornare, a un certo punto.

E restare, quando ha senso.

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