Pensiero lento

Milano, 29 Marzo 2016

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Ho un pensiero lento, nato dal niente in una notte di primavera.

È dedicato a tutte le persone che hanno un cuore troppo grande, di quelli che non bastano mai agli occhi.

E’ un pensiero per chi sorride a tinte forti mentre tenta la sua strada, anche quando non capisce i suoi passi.

Per chi non ha mai dubbi, ma soprattutto per tutti quelli che ne hanno tanti, e si mettono in cammino ogni giorno per cercare le risposte.

E’ per gli amici che festeggiano la notte, e sento ancora l’eco di quelle risate sulle labbra e sulle spalle. Per quelli che partono e per quelli che un giorno ritornano indietro, per celebrare l’incontro più vero.

Per chi sa far volare la sua immaginazione fino all’incrocio dei venti e anche per chi invece ha una grande paura dei suoi stessi desideri, ma lotta ogni giorno per cancellarla.

Per chi vince le partite e per chi comunque ci prova, mentre cerca il suo filo d’oro nella prateria dei sogni.

E’ un pensiero soffice, e soffuso, che vaneggia fra le isole del Sud, profuma di mare e disegna nel blu costellazioni a zig zag.

Un pensiero che nasce al chiarore di una luna straniera, fra le foglie umide di stelle, e regala carezze alle dita di un’anima bambina che gioca alla vita.

E’ anche un pensiero indulgente, con gli spigoli affilati di malinconia, per alleggerire l’anima di chi ti ha rubato gli occhi mentre cercava nel buio dei cuori la sua occasione.

Un pensiero che si nasconde, e si insinua leggero fra le sfumature domandandosi dove sta di casa la dignità.

E’ un pensiero innocente, e pieno di colori, con una voglia immensa di tuffarsi fra le onde e lasciarsi andare.

E’ un pensiero vanitoso, che rincorre il tempo per ingabbiarlo e disegna arabeschi morbidi sulle ferite.

E’ fatto di ricordi e anche di vuoti di memoria, perché non sempre c’è posto per tenere dentro tutte le puntate della storia. Fatto di arcobaleni e di orizzonti irraggiungibili, ma soprattutto di volontà e di tenerezza.

Ma è anche fuoco, audace, senza metrica né confini, e arde nel cuore e sulla pelle come tutti i migliori pensieri di primavera.

“Primavera non bussa lei entra sicura come il fumo lei penetra in ogni fessura ha le labbra di carne i capelli di grano che paura, che voglia che ti prenda per mano. Che paura, che voglia che ti porti lontano”.
(Fabrizio De Andrè, Un chimico)

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