Primavera brilla nell’aria (ode alla bellezza)

Milano, 17 Febbraio 2015

Zibaldone. Primavera brilla nell’aria.  Tecnica mista su tela, 120x80 (and me)

Zibaldone. Primavera brilla nell’aria.
Tecnica mista su tela, 120×80 (and me)


Fra poco è primavera. Io non ancora. Ma ci sto lavorando su.

Ok, lo so che in realtà mancano ancora diverse settimane a quell’equinozio che le darà ufficialmente il benvenuto, eppure sto già iniziando ad avvertirne i primi bagliori.

In questi giorni, mentre ero immersa nell’incantesimo della pittura, intenta a plasmare nuovi sogni in questa tela, ho percepito distintamente, in modo palpabile, che dalle mie mani si stava sprigionando un soffio di primavera, che credo arrivasse in diretta dal mio cuore.

Ho provato a raccontare la vitalità di quel respiro accompagnando le mie sensazioni verso un’esplosione di energia positiva, carica di colori: il rosso vivo, che tinge la vita di passione, il bianco, che si insinua gentile tra le sfumature tentando di tracciare i percorsi delle anime pure, diverse tonalità di azzurro, che invocano il sorriso di quel cielo che ci avvolge nel suo disegno, facendo sbocciare i nostri pensieri più belli come fiori in un prato bagnato di sole.
E, poi, l’indaco a fare da palcoscenico al mio ennesimo match coi pigmenti marocchini, in un nuovo atto che vede loro e la mia essenza selvatica addomesticarsi a vicenda.

Fa ancora freddo, decisamente troppo per i miei gusti, ne sono perfettamente consapevole. Però le giornate si stanno allungando, i crepuscoli stanno diventando più romantici, accogliendo in quel blu che si fa strada verso la notte pennellate morbide di un rosa che invita il cuore ad aprirsi, e nell’aria fresca aleggiano nuovi profumi, non ancora così intensi, ma capaci di accarezzare i sensi delle anime fragili.

Io sono nata in primavera e di solito in questo periodo in qualche modo rinasco, mi abbandono a nuove suggestioni sensoriali, mi innamoro, e la diffidenza nei miei occhi si attenua, facendoli brillare di una luce diversa.
Il mio inverno è stato davvero troppo lungo, si è impadronito di tutte le mie stagioni, e quest’anno la mia voglia di primavera è più intensa di quanto lo sia mai stata. Non so davvero come andrà, ma i pensieri positivi che da sempre porto in giro con me mi invitano a sperare in qualcosa di bello.

Primavera dintorno. Brilla nell’aria, e per li campi esulta, sì ch’a mirarla intenerisce il core”.

Così scriveva Leopardi, che sappiamo bene non essere certo il massimo produttore mondiale di entusiasmo, ma, quanto a sensibilità, bisogna ammettere che ne possedeva a pacchi, mentre si struggeva nella malinconia della vita. E se la primavera riusciva a intenerire il cuore suo, figuriamoci il mio, che pulsa dentro il petto di un’inguaribile ottimista…

E così, lasciandomi conquistare da un irrefrenabile bisogno di primavera, in questo quadro ho voluto dipingere un invito a immergersi nella bellezza che, nella mia immaginazione, la primavera incarna perfettamente. Quella bellezza che si nasconde dietro ogni angolo buio, quel bene fragile che risiede in ogni mente che contempla le cose, e che bisogna imparare a desiderare e riconoscere.
L’aspetto di quello che incontriamo lungo il cammino cambia intrecciandosi con il filo delle nostre emozioni, e così succede che quando vediamo magia e bellezza intorno a noi scopriamo che la magia e la bellezza, alla fine, sono dentro di noi.

E allora, credo sia proprio arrivato il momento di alzarci in piedi, e di scrollarci di dosso tutta la stanchezza che questo lungo inverno ci ha iniettato nelle vene, invadendo i nostri sguardi, i nostri gesti, le nostre parole e, più spesso, i nostri silenzi. Apriamo bene gli occhi e cerchiamo la bellezza. Nell’arte, nella natura, negli incontri, e nei sorrisi che incrociamo lungo la strada.

La bellezza salverà il mondo” scriveva Fëdor Dostoevskij in un celebre passo dell’Idiota. E, a quanto pare, provare emozioni positive come la meraviglia e lo stupore migliora la nostra salute. Lo sostiene un recente studio condotto da ricercatori dell’università di Berkeley, in California, secondo il quale lasciarsi avvolgere dall’incanto della musica o ammirare lo splendore di un’opera d’arte aiuta l’attività del nostro sistema immunitario.
Speriamo sia davvero così, perché in questo caso avrei la soluzione pronta per arginare i capricci del mio, che in questo periodo sembra avere decisamente bisogno di una piccola dose di bellezza extra.

Come sempre accade nelle cose della vita, però, bisogna prestare un po’ di attenzione, perché da qui alla sindrome di Stendhal il passo è breve. Quest’ultima è una vera e propria patologia, un’affezione psicosomatica che provoca una serie di effetti abbastanza acuti, da tachicardia e capogiri fino a stati di allucinazione e sperdimento psichico, in chi sta al cospetto di opere d’arte di straordinaria bellezza e, quindi, diventa suo malgrado preda di esperienze emozionali incontrollabili.

A volte la moderazione è importante. Lasciamoci sopraffare dalla bellezza, che fa bene al cuore, e non solo a lui, ma poi quelle emozioni impariamo a gestirle, incanalandole nel verso giusto. Ci vuole sempre un disegno, nella vita.

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