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Milano, 9 Febbraio 2016

Pelagos, Migrante n°2. Tecnica mista su tela, 40x30

Guardare. Sentire. Scegliere. Partire (Pelagos, Migrante n°2. Tecnica mista su tela, 40×30)


Scegliti una vita.

Scegli una casa che ti accolga in mezzo a oggetti che parlano di te, scegli un lavoro che ti piace fare, qualche hobby, ma soprattutto una passione vera da annaffiare ogni giorno, come una piantina che hai voglia di vedere crescere.

Scegli anche un divano grande, che ti farà sentire al sicuro quando fuori piove. E dei cuscini soffici e rossi, per riscaldarti gli occhi.

Scegliti una canzone che ritma memorie e sorrisi nel tuo cuore, da mettere in loop mentre guidi.

Scegli la buona salute, una vita sana e leggera, con il mare immenso come palcoscenico e un sole che spacca la tela, come nei quadri di Mirò. Ma le patatine mangiale ogni tanto, anche con la maionese se vuoi.

Scegli un amico, o anche qualcuno in più, ma non troppi perché ci devi dedicare tanto impegno e ascolto, se li meritano e tu lo sai.

Scegli anche un compagno con cui parlare, e da toccare. Invitalo nei tuoi sogni e poi, la mattina, se ti va, portagli il caffè.

Scegli il buonumore, perché la tristezza non ti sta bene addosso, nemmeno col blu.

Scegli l’arte, perché la bellezza ti serve per vivere meglio e scolpire nell’aria il tuo capolavoro.

Scegli la solitudine, qualche volta. E’ l’unico luogo dove potrai davvero incontrare i tuoi pensieri.

Scegli di essere un po’ folle, di tanto in tanto, cavalca il brivido, canta a squarciagola e inonda le strade con la luce che hai negli occhi.

Non lasciare che le cose semplicemente accadano, non ha senso chiederti cosa è successo dopo che sono avvenute. Disegnale tu.
Scegli le domande giuste a cui rispondere e poi provaci a trovare le risposte.
Lo sai che le scelte migliori arrivano dall’esperienza, ma l’esperienza viene spesso da quelle sbagliate. Non smettere di tentare.

Eraclito diceva: “Ogni giorno, quello che scegli, quello che pensi e quello che fai è ciò che diventi”.

Devi pensare in bello, allora, costruire con granelli di immaginazione il castello del tuo avvenire, e poi partire.

Però, lo sai, lo vedi quante vite ci sono in quel canestro colorato che guardi con paura e pudore, indeciso su quella da pescare. Il mondo è lastricato di strade che portano a incroci, bivi, biforcazioni. E rette parallele, destinate a non incontrarsi mai.

Da che parte bisogna andare? Se lo sapessi te lo direi.

Quante volte mi chiedo dove sarei adesso, e come sarebbero andate le cose, se quel giorno avessi detto sì, se quella volta avessi scelto un’altra facoltà, e se quell’altra ancora fossi partita per andare lontano. Ero inesperta della vita, ma avevo gli occhi curiosi e la lingua veloce.

Chissà chi ci sarebbe adesso al mio fianco, quali crepuscoli avrei visto, e quante lune straniere. Chissà che colore avrebbero oggi le mie emozioni, e a cosa penserei quando sorrido.

E le tue emozioni, le tue fantasie e i tuoi sorrisi che forma avrebbero se avessi preso un’altra strada? Sei felice? Lo saresti? Chissà.

Buona fortuna a te, e a me.
A chi sogna, a chi parte e a chi resta. A chi sceglie e a chi ci brinda su.
Perché alla fine, nella vita, bisogna sempre un po’ festeggiare.

“È sempre in uno stato d’animo non destinato a durare che si prendono risoluzioni definitive.” (Marcel Proust)

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