Succedono cose

Milano, 11 Maggio 2016

On the phone


Va quasi sempre così. Hai già infilato i sandali alti e indossato il giubbino, hai trasferito nella borsa giusta tutte le cose che potrebbero servirti (ma di solito qualcosa di indispensabile è rimasto in un’altra), magari hai anche preso il sacchetto della spazzatura da buttare e ti stai dirigendo a grandi falcate verso la porta d’ingresso, addirittura in anticipo rispetto all’orario di uscita previsto per arrivare puntuale al tuo appuntamento.

E poi… succedono cose.

Di solito suona il telefono di casa, ad esempio, e non puoi proprio non rispondere e passare oltre, perché magari è la nonna che ha voglia di salutarti e farti seimila domande, che a quel punto devi addirittura sederti comoda sul divano e concentrarti sulle risposte.
Oppure ti cade l’occhio sull’oblò di una lavatrice piena ma ormai dormiente, che hai avviato due ore prima per poi dimenticartene, e che adesso è lì che ti fissa, con la lucidità di una danzatrice immobile capace di far riemergere dalle tue profondità l’orgoglio della casalinga organizzata.
O magari, mentre afferri le chiavi di casa, il tuo smalto Red Expression si sbecca all’angolo del mignolo, e tu lo sai bene che uscire così diventa insostenibile, per vari ordini di motivi.

Si tratta semplicemente di un refolo di vento contrario, che arriva quando meno te l’aspetti a scompigliarti le carte che avevi disposto ordinatamente sul tavolo, seguendo un disegno preciso ed equilibrato.
Lì per lì, pensi “poco male, mi aspetteranno”. Però in quel momento non ti senti molto a tuo agio, perché ci tenevi ad arrivare in orario, senza dover dare spiegazioni e sentirti in difetto. E ti dispiace che chi è arrivato puntuale debba stare lì a spippolare con lo smartphone (perché succede spesso, in quei momenti ci si distrae per non sentirsi soli) e ti guardi con disappunto quando tu arrivi tutta trafelata, dopo una corsa contro il tempo che Carl Lewis in confronto era un principiante.

Eppure, non puoi farci nulla, perché le cose succedono, la vita si manifesta, e tu ti trovi catapultata fra le spire dispettose di un vortice di eventi che ti porta a disattendere aspettative e a spegnere sorrisi nascenti.

Se è una donna che ti aspetta, comunque, probabilmente nell’attesa avrà già attivato il radar per individuare angoli, situazioni, atmosfere e personaggi interessanti da scoprire da vicino al tuo arrivo, e ti avrà preparato con la giusta cura quell’accoglienza che tra amiche ci si regala sempre. E alla fine, nonostante le cose che succedono, si risolverà tutto in uno sbuffo di abbracci, chiacchiere e raggi di sole, innaffiati da una nota accesa di colore. Rosso Spritz.

Se è un uomo, troverai il modo di farti perdonare.

La vita di un puntuale è un inferno di solitudini immeritate.” (Stefano Benni)

(per dovere – o forse diritto – di cronaca, ci tengo a sottolineare che io sono quasi sempre in perfetto orario, e nell’attesa di moderni Godot metropolitani di solito mi guardo in giro, annuso il colore di dettagli che, catturata dall’entusiasmo dell’incontro, forse avrei perso, cerco e ricambio sorrisi. E, a volte, il più delle volte, mentre aspetto mi ordino uno Spritz.)

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