un penny per i tuoi pensieri

Milano, 15 Giugno 2016

Il colore dei passi nei giorni

Il colore dei passi nei giorni


Oggi voglio darti un penny per i tuoi pensieri, e un altro per i tuoi sogni più belli.

Non voglio comprarli, non spaventarti. Lo so bene che sono preziosi. E inviolabili.
Vorrei solo leggerne qualche riga, sentirne il profumo, inebriarmi di quelle sfumature colorate che escono perfino dai bordi, perché non ci riesci proprio a domarle. Le sento anche da qui, da fuori.

Ti voglio dare un penny, il più lucente e levigato che ho in tasca, per chiederti il permesso di guardare qualche scena del tuo film. Immobile, con cautela, senza toccare né fare rumore.

Perché voglio provare a capire. Voglio capire cosa hai provato quella volta che l’estate stava esplodendo e riempiva il cielo di luci, ma l’apnea intrecciava lame che ti opprimevano il cuore. Vorrei che il mio penny lo cancellasse quel momento, vorrei che ti potesse servire per comprare un unguento miracoloso, capace di ricucire la ferita e far ricadere quel ricordo in un enorme cratere dipinto di nero. Nero come il peso dell’oblio.

Ti voglio dare un penny per ripagarti di tutti i sorrisi che mi hai regalato, nonostante quel momento, e quelli che sono venuti dopo, densi di attese e paure e illusioni, ma soprattutto, sempre, di speranza.

Un penny per tutte le volte che ti sembrava ti mancasse il coraggio, eppure hai fatto un passo, e poi un altro ancora. Uno per tutte le volte che hai pensato di non esserne capace, di non averne la forza, e invece poi hai scoperto che non era affatto vero, perché ce l’avevi eccome, e quando spegnevi la luce, la sera, dopo aver chiuso con una carezza il quaderno dei racconti, ti toccavi la testa, per non dimenticare nessuno dei tuoi pensieri, nessuna delle tue battaglie, e poi, a occhi chiusi, sorridevi.

Ti regalo un penny per comprare dei colori nuovi, e anche un pennello con le setole più raffinate che ci siano in commercio, perché a un certo punto bisogna disegnare nuovi ricordi, fatti di mare, calore e risate, e serve un cuore nuovo, pulito e completo di tutti gli optional, per goderne.

E poi ti voglio dare un penny per farmi sbirciare dentro ognuno dei sogni che ti fanno compagnia in queste notti di un’estate nuova, più buona, e di quelli che ti illuminano lo sguardo quando cammini per la strada, in queste giornate scaldate da un sole più grande, e i tuoi occhi non guardano più giù, adesso.

Un penny per farmi raccontare i posti che andrai a visitare, nell’anima e nel mondo, e i mari dove immergerai il colore dei tuoi incontri, e i venti che ti scompiglieranno le idee e le solleveranno da terra per portarle al di là dell’arcobaleno.

Un ultimo penny per te, per tutte le volte che non ci hai più creduto, ma poi ti pulsavano dentro tante di quelle sensazioni che alla fine hai sgretolato ogni mattone di certezza per andare a curiosare un passo oltre l’orizzonte, hai mollato le cime e sei partita.
Controvento. Controcorrente. Controtempo.

“Se alzi un muro, pensa a ciò che resta fuori” (Italo Calvino, Il Barone rampante)

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