E tu, chi sei?

Milano, 6 Luglio 2015

Se una mattina ti svegli e non vedi il sole, o sei morto, o sei il sole (Jim Morrison)

Se una mattina ti svegli e non vedi il sole, o sei morto, o sei il sole (Jim Morrison)


Tu sei il tuo sguardo e il tuo sorriso, e le fossette che ti si disegnano in mezzo alle guance quando pensi a qualcosa di buffo che non sei nemmeno capace di spiegare.

Sei tutti gli anni che hai vissuto, e le conquiste che hai registrato alla fine di ognuno di loro. Sei quello che hai imparato, e le tue sconfitte, le delusioni. E sei anche gli anni che verranno, quelli che hai sognato e chissà poi se saranno proprio così come li hai sognati, o quanto saranno diversi.

Tu sei il tuo corpo, a volte esile come quello di una farfalla che volteggia senza pensieri, a volte potente, da combattente. Sei il tuo peso, che oscilla fra gli umori delle stagioni che si inseguono. E sei il colore vivo e la consistenza, forte o soffice e a volte eterea, dei tuoi capelli. Sei le tue gambe mai ferme, mentre ti immergi felice nella limpidezza di quel mare che ti parla da sempre, e risponde alle tue mille domande.

Sei il tuo nome, che tante volte hai sentito pronunciare dolcemente, o in modo deciso, da una voce vicina, e calda. Sei tutte le parole che hai pensato, e detto, o ascoltato. E soprattutto i silenzi che ti hanno protetta, salvata o raccontata. Sei il luccichio delle lacrime che hai pianto, e la morbidezza infantile della tua risata leggera, quando sghignazzi apparentemente senza motivo, o la forza di quella aperta, mai sguaiata, che ti piace condividere con chi ti vuole bene. Sei la tua andatura un po’ sexy un po’ bambina, e quel tuo modo felino di stiracchiarti la mattina, quando apri gli occhi e ti porti addosso il sapore di una notte accogliente.

Tu sei la casa che hai riempito dei tuoi colori. Sei la musica che ti culla mentre vivi, e le canzoni che ti piace cantare a squarciagola mentre guidi per le vie della città. Sei tutti i viaggi che hai fatto, e le poche cose che hai portato con te in quelle valigie preparate in modo così scrupoloso. E le fotografie, e i pensieri che hai scritto lungo il cammino, mentre ti nutrivi di quei colori che hanno tracciato strade piene di corsie nel tuo cuore. Sei i libri che hai letto, e tutte le vite di quei personaggi che ti hanno fatto compagnia mentre altre immagini scorrevano davanti a te.

Sei tutto quello che vedi con i tuoi occhi accesi di fantasia, quello che hai voluto e che vuoi.
Sei ciò che credi, e speri, e sogni per te e per le persone che ti danno la mano e anche un bicchiere per brindare insieme alle cose belle. Sei i tuoi disegni, e i tuoi colori, e le immagini coi contorni morbidi che parlano di te.

Sei la malinconia che a volte vela i tuoi occhi, ma soprattutto l’allegria che subito dopo li fa brillare. Sei il freddo che ti ha indurito i pensieri, e il turbamento che ti ha fatto riconoscere la passione. Sei il dolore che ha modificato le tue percezioni, ma anche la bellezza che, se ci credi, vince sempre. Sei l’amore che hai regalato, e quello che ti ha carezzato l’anima. Sei ogni passo che hai fatto, e anche quelli che hai avuto paura di fare. E sei tutti quelli che farai.

Tu sei il tuo sorriso di fronte agli urti, o alle cure, agli ostacoli e alle sorprese. Sei meraviglia, scoperta e a volte disincanto. Sei quell’arcobaleno di emozioni che spesso ti ha sopraffatta. Sei l’alfabeto delle tue abitudini confortevoli, ma anche delle tue rivoluzioni.

Sei la gamma completa delle possibilità. Innocenza e peccato, virtù e durezza. Sei semplice e sei complessa. Sei trasparente, ma misteriosa. Vanitosa e schiva. A volte sfuggente.
Sei tante cose, e non sei niente.

Siamo tutti parte della creazione. Siamo tutti dei re, dei poeti, dei musicisti; e non resta che aprirsi come un loto per scoprire cosa si nasconde dentro di noi”.
(Henry Miller)

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