Estate. Leggerezza e segreti

Milano, 24 Giugno 2015

Sunset Elixir. Tecnica mista su tela, 80x100

Sunset Elixir. Tecnica mista su tela, 80×100


Corpuscoli plasmati con la pasta vellutata dei sogni dipingono il respiro caldo di un tramonto.

Il rosso vivo accende i sensi con la forza dell’emozione, mentre l’anima si arrende alle carezze indiscrete di fate innocenti, complici di una nuova estate che inizia.

Ci sono giorni in cui la vita scorre leggera, senza profondità di intenti, né gravità di pensieri e sensazioni.
Dovremmo cavalcarli, quei giorni, entrarci dentro e lasciarci avvolgere dal loro abbraccio. E poi provare a diventare trasparenti, eterei come il chiarore della luna che disegna messaggi sulla superficie placida del mare.

Qualche volta serve avere un coraggio speciale. Il coraggio di attivare la modalità OFF e lasciare che il tempo ci scorra addosso senza metterci sulle difensive, senza per forza valutare con attenzione ogni cosa, miracolo o sgarro che sia. Senza stare in guardia contro tutti quelli che, sorridendo di un sorriso lontano, peccano contro di noi, quelli che ci fregano il bicchiere appena ci distraiamo a guardare quel tramonto che ci scalda il cuore. Contro quelli che, a volte senza accorgersene, ci fanno male.

Dobbiamo vivere, con quella gioia che nascondiamo sotto una pelle ancora chiara di primavera, la leggerezza di un’estate che non ce l’ha con noi.
E disegnare nel cielo azzurro immagini prive di spigoli che, una volta apparse ai nostri occhi colmi di stupore, si dissolvano nell’aria tiepida, lasciandoci addosso solo la sensazione di una carezza. Pensare ai sogni che ci fanno stare bene, anche se non ne ricordiamo che qualche piccolo dettaglio colorato, anche se abbiamo dimenticato le parole e i silenzi che ne tracciavano i contorni, che sono passati sulle nostre teste come nuvole soffici sospinte da un vento amico.

Dobbiamo planare sulla vita dall’alto, senza inutili zavorre, cantando a squarciagola tutte le nostre canzoni, e respirare il profumo dei fiori di gelsomino che incontriamo lungo la nostra strada. Dobbiamo anche riempirci gli occhi con la luce di una sera che non finisce mai, e sfamarci con le note di quella musica lontana che ci fa ballare l’anima mentre passeggiamo a piedi nudi su una spiaggia del sud del mondo

E dobbiamo sorridere, con le labbra e con gli occhi e con tutto il nostro corpo, perfino con quei piedi nudi, sorridere alla gente che ci incontra e ci guarda e alla fine non può che sorriderci a sua volta. Perché l’allegria è contagiosa, anche se il segreto lo sappiamo solo noi, mentre ricordiamo quel giorno, e quel profumo, quel tramonto. Quando il tempo si è fermato, per applaudire quel sorriso.

Vale la pena rifletterci, sulla leggerezza. Non si tratta solo di sollievo (…). E’ il piacere spontaneo di quando si constata che il progetto non corrisponde più alla struttura, che l’edificio non può stare su; è il piacere di riconsiderare dal principio tutto ciò che esiste di contraddittorio, persistente e irriducibile nella vita.” (Alice Munro)

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