tagged , , , ,

Te li ricordi i nostri sogni?

Milano, 10 Febbraio 2015

dialogo

a smile to myself


Te li ricordi i nostri sogni?

Volevamo perfino andare sulla luna, così lontana da qui, da tutte le nostre insicurezze e dalla gravità dei nostri passi che rischiavano di incespicare sulle strade di questa terra.

Sognavamo di guardare il mondo da lassù, e di respirare l’inconsistenza placida della notte mentre i nostri giorni si affannavano nell’urgenza.

Poi, però, abbiamo pensato che forse faceva troppo freddo lì, per noi che abbiamo bisogno di nutrire le nostre anime estive con le carezze del sole. E ci sono troppi crateri sulla luna, io avevo paura di finirci dentro…
Alla fine abbiamo capito che preferivamo le colline, morbide e gentili come i sorrisi, e che lassù ci sarebbe mancato troppo il mare, quella lastra lucida e paziente dipinta dell’azzurro che ci piace così tanto, dove i nostri pensieri possono scivolare leggeri su pattini fatati, senza cadere giù.

E allora abbiamo deciso di rimanere qui, e abbiamo continuato a sognare sogni nuovi, con gli occhi brillanti che girovagavano intrepidi ricercando lo stupore, e i nostri piedi a sfiorare il suolo. Piedi nudi, come le nostre menti sempre acerbe, pronte per essere riempite di quella bellezza che, se la sai guardare, si disvela dietro ogni angolo.

Ti ricordi? Abbiamo scelto di vivere mille colori, perché come facevamo a volerne uno soltanto? Ogni colore che abbiamo cercato di ingabbiare per dargli un nome e farlo nostro nasceva dall’influenza del suo vicino, e così ogni giorno era diverso. Erano i nostri occhi a disegnare immagini piene di sfumature, sdrucciole come le nostre parole e i nostri sentimenti. E se li guardavamo tutti insieme, quei colori riempivano i nostri sguardi di meraviglia, e alla fine ci facevano ballare il cuore. Erano un bagliore di magia incompresa, ma noi l’avevamo capita.

Volevamo conquistare il mondo con il nostro entusiasmo, i nostri progetti un po’ matti e la nostra allegria, te lo ricordi? E pensavamo che un sorriso avrebbe aggiustato sempre tutto, mentre le luci che vibravano sopra la città e i sapori caldi dei nostri tramonti ci accarezzavano la mente.
I nostri sogni erano locande accoglienti, dove i nostri amici facevano festa, abbandonandosi a quell’euforia senza confini in cui la vita faceva danzare a ritmo di musica pop anche le farfalle dentro la pancia, te lo ricordi? E ogni giorno guardavamo incantati i fiori nuovi che nascevano nel nostro giardino.

Quanto ne abbiamo parlato dei nostri sogni, in quei pomeriggi lenti, fra i cuscini rossi di quel divano che ci abbracciava come una mamma, e in quelle notti tenere, mentre ci facevamo cullare dai sospiri del mare e guardavamo le stelle. Quelle costellazioni disegnavano in cielo messaggi per noi, ricordi? Quante parole abbiamo ascoltato, e quanti silenzi pieni di parole, giocando a una caccia al tesoro dove il premio finale era una storia fatta di baci. E quanto era immenso quel mare, senza confini e senza età. Avevamo tanta voglia di rincorrere tutti quei giorni che ci aspettavano, spinti dall’urgenza dell’eternità.

E oggi, quali sono i nostri sogni oggi? Quali sono i tuoi, e i miei dove sono? E quanto li sogniamo, con quanta energia, con quanto impegno?

Chissà se ridi ancora quando la vita ti fa il solletico, se sorridi facendo le facce buffe davanti allo specchio, e quanto luccicano i tuoi occhi. Chissà se piangi ancora, e chi ti consola quando ti sembra di vedere solo il nero, chi si occupa della tua anima fragile. Cosa speri mentre sogni? E di cosa sono fatti i tuoi sogni?

E i miei? Sono morbidi o spigolosi, affollati o solitari?

Sai, a volte io ne faccio anche di brutti. Qualche volta di giorno, quando cerco di concentrarmi per fare quel salto così difficile oltre l’orizzonte, e le distrazioni mi lasciano sola.
Ma più spesso di notte, quando la mia armatura di sorrisi si riposa, compagna oziosa, sulla sedia accanto al letto. Questi sono i peggiori, sai, perché non puoi mica difenderti.
E allora, ti prego, se vuoi davvero entrare nei miei sogni fallo solo per farmi svegliare col cuore felice. Altrimenti lasciami dormire, che devo finirne uno di quelli belli.

“Non sono niente. Non sarò mai niente. Non posso volere d’essere niente. A parte questo, ho in me tutti i sogni del mondo” (Fernando Pessoa).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.